Thursday, August 11, 2016

Controvento


Che dire della splendida foto-testimonianza qua sotto illustrata? Una volta scrissi del rapporto tra Modugno e Yves Klein e di "Volare" e del Blu dipinto di blu alla fine degli anni Cinquanta. Adesso non ve la scrivo per esteso la storia del controvento, ma eccone un cenno.
Per esempio, quando si dice che di quell'epoca la parola chiave è la ricerca della "libertà" non credo si sbagli. È la chiave per capire che succedeva, a cosa si aspirava. E la foto questo trasmette: uno parte alla conquista del mondo, è autonomo, è libero: toglie i sedili e ci mette i materassini! E con i sedili si fanno le seggiole e si accende il fornellino a gas!
Un'altra volta raccontai dei suffissi che caratterizzavano i vari decenni e come all' dell'immediato dopoguerra segui il degli anni Sessanta (e poi il il ecc.) . Non c'erano solo le riviste "Controspazio" o "Contropiano" ma anche le porte controvento.
La porta controvento è infatti la chiave per capire, è il dettaglio che tiene il tutto. È la porta controvento quella che permette una giusta ergonomia nel mettere e togliere i sedili e anche l'entrare e uscire senza contorsioni. Forse si potrebbe fare una storia per capire quando sono state abolite... Guadagnando un 5% in sicurezza e perdendo un 95% in libertà. E leggere a partire da quel momento un inesorabile cambio.. Deve essere successo quando tutti siamo diventati meno ingenui meno entusiasti più torvi e preoccupati come eravamo negli anni Settanta.
"... ghiotto e' il pane, sul fornellino
Sandra alza la radio,
dammi la mano, come corre il tempo
bella senza rimedio,
Cuba e' vicino,
amore controvento..."
La citazione viene da "Sandra" canzone del gruppo 360 gradi. Si noterà la dizione "amore controvento" e addirittura "ghiotto il pane sul fornellino" a riprova che la comunicazione espressiva e sintetica a volte cattura il senso profondo: amore controvento... ma come gli è venuta in mente... "Amore controvento!" .
Infine una assoluta meraviglia è la perfetta, industriale, oggettiva comunicazione della foto e della pubblicità. Tutto è detto direttamene: sono io la macchina e mi presento a te esattamente come sono. Non alludo non ammicco è così ! Ti faccio vedere esattamente quello che sono: non c'è ombra di metafora nella foto. È la realtà del mondo industriale e meccanico (trasformato con l'ingegnosità di un piccolo industriale artigianio- vedi nome e telefono!) che è esso stesso fantastico che è esso stesso libero! Te lo mostro: te lo dimostro nella foto vera!


Immagine da Paola Ruotolo FB

La Bolla. Ovverro lo spazio dei corpi e dei comportamenti

Nell'ultimo articolo per "l'Architetto" quello In cui spiegavo il rapporto quasi senza scampo "Ambiente - Comportamento" esistevano una serie di digressioni in cui usavo anche Vincenzo Nibali - il Ciclista - come esempio. Sostenevo la peculiarità dell'ambiente totale di Nibali quando è in discesa come un esempio di Suo "ambiente"... la sua .... bolla. Una bolla fatta dal proprio corpo dallo strumento bici, dalla strada in discesa ... e niente altro!!! Una bolla di totale particolarità spazio temporale in cui Il discesista si muove (ed è ovvio che uno spazio estraneo come quello della foresta brasiliana urbana gli abbia tirato uno scherzo terribile!!!). 
Questa idea della "Bolla" spazio temporale è stata autorevolmente sottolineata dal
Nostro judoista medaglia d'oro (la 200 esima) ieri in una intervista al Tg1. Sosteneva - Fabio Basile - che lui in gara è "in una bolla tutta sua!!!" Ha usato la parola bolla per indicare lui Il proprio corpo quello dell'avversario nelle geometrie dello judo!
Bolla è il termine che ha usato!
Il ragazzo un solo concetto sottolineava e voleva far capire a tutti " esiste la bolla! "
Un'altra caso della particolarità .... Incredibile ! ... della Bolla è il tuffo sincronizzato (anche qui medaglia) Italiana! Guardatevi tuffatori&tuffatrici che saltano in coppia e domandatevi: "Ma questi qui che sensori che reti, che fili, che suoni, che nervi che aria, che luce usano per fare questo ?? Formano una bolla tutta loro!!! "
Se ci cominciate a pensare per bene ritrovatela la vostra bolla!
Alcuni casi dovrebbero essere ovvi.. Io ne ricordo uno da bambino che era esattamente così .. Una bolla!
Giocavo a soldatini con il fortino. E succedeva così dopo alcuni minuti "entravo letteralmente nella bolla " io che mi muovevo, il Fortino, il
Pavimento, i pss pss degli spari che facevo e nient'altro!!! Non sentivo altro non vedevo altro ero tutto dentro quella bolla. E ricordo nettamente questa totale astrazione e ricordo anche il risveglio come un vero e proprio uscire da quella bolla!
Tiravo di scherma miseramente e mai ho avuto neanche per un attimo la sensazione di essere dentro una bolla... Ma chiedetelo a Daniele Garozzo di Acireale - medaglia d'oro della sciabola - se c'è l'ha o no la sua bolla!