Friday, January 06, 2012

Tindari. Chissa se la Befana è un poco anche Madonna nera?

In questo giorno amato dai bambini di tutto il mondo e nel quale Dona, dolcemente, continua a fare le calze agli ex piccoli, anche io voglio fare un regalo.

E' la poesia di Giuseppe Alibrandi, studioso, appassionato e prolifico, del territorio e della cultura siciliana. La sua poesia è densa tutt'altro che rassicurante. E vale la pena leggerla.
Ecco il link l'originale, da cui si accede anche al sito di Alibrandi. La trascrivo qui sotto.















 
TINDARI
Pynna nobilis,
sedimento calcareo
di roccia secolare
ritagliata a losanga
su mollusco marino,
strapiombi del Tindaro,
pensile su laghi di mare,
ti fissarono
in quella vita fossile
che pellegrino ignaro
rinvenne
tra le plaghe
bruciate dai sali
e dai venti di libeccio.

Impotente,
ti lisciò
tra le mani
guardando
al monte Giove,
enorme fallo
piantato
nella Madre Terra:
forse talismano
della candida Adelasia
fugata in monasterio
sterile di vita?
Specchio gentil
mostravasi
all’acque e all’aure
di brezze mattutine,
ombra diafana vagante
in spazi di solitudine.

Pensiero oscuro
e millenario
di bellezza racchiuso
in forma calcarea
trasparente all’acque
divenne
colata di cemento
giù per dirupi
a strapiombo
contro il fiore di cardo:
gracchiò la cornacchia
abbandonando il buco,
l’onda del lago
accolse il tronco esanime
e verme
di acque limacciose
gli succhiò la linfa.

Giuseppe Alibrandi
da
http://www.marebluefin.altervista.org/poesia1.php



Naturalmente per i curiosi, tutto nasce come evoluzione di una pagina web, nota agli amici, su mio padre Quasimodo e Tindari.

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