Wednesday, April 04, 2018

Post su Bruno Zevi

Post su Bruno Zevi
in progress

n. 1 Zevi e Pagano
January 8, 2017

n. 2 Zevi l'Aula B
January 8, 2017

n. 3 Matchu pitchu
January 8, 2017

n. 4 auto
January 9, 2017

n. 5 Centenario
January 22 2018

n. 6 Bang dell'archiettura
Aprile 6, 2018


Librino è bello

Fare cittadinanza con la bellezza.
di Antonino Saggio



Andare a Librino con Antonio Presti è una esperienza importante e piena di sorprese. Presti è una personalità non assimilabile sotto un’unica etichetta. È il creatore del grande progetto di Fiumara d’arte nei pressi di Cefalù e dell’albergo Atelier dell’Arte a Castel di Tusa ed è stato il protagonista nell’estate del 2017 della storica riapertura del villaggio Le rocce a Taormina con manifestazioni culturali e sociali aperte alla cittadinanza dopo che questo splendido luogo era stato chiuso ed abbandonato da più di quaranta anni. Per capire il suo lavoro, bisogna comprendere come sia generato da una miscela di almeno tre componenti. Da una parte Presti è un conoscitore d’arte contemporanea e un patrocinatore di eventi e opere imponenti nel paesaggio (come appunto a Fiumara), dall’altra è un artista egli stesso perché in alcuni casi le opere sono realizzate e firmate in collaborazione con altri artisti (tra le più belle stanze dell’albergo sono anche opera sua), e in terzo luogo è un imprenditore che viene da una famiglia di imprenditori.
Il triangolo patrocinatore-artista-imprenditore è il motore delle sue azioni e forma la sua assolutamente unica sinergia.  A Librino a queste tre componenti se ne aggiunge un’altra: il contesto umano e sociale. Gli abitanti sono un elemento catalizzante e decisivo di ogni sua azione.
Librino è un quartiere satellite di Catania nei pressi dell’aeroporto: pianificato con i principi del funzionalismo internazionale da Luigi Piccinato negli anni Sessanta come città satellite, è composto da edifici di varia conformazione ed altezza che creano le figure di un townscape contemporaneo progettato negli anni Settanta nel piano di zona di Kenzo Tange. Gli edifici sono realizzati o direttamente dalla mano pubblica o in interventi sovvenzionati in cooperativa. Agli occhi di un architetto, il quartiere  è interessante perché vi vede realizzati gli aspetti di una cultura che conosce e comprende: ne apprezza gli standard urbanistici, il disegno volumetrico, alcune definizioni di buona architettura come nelle case di Giacomo Leone che firma diversi complessi.  Agli occhi di un non architetto, il quartiere presenta i luoghi comuni del ghetto periferico: un dormitorio con spazi degradati e non curati, una manutenzione lontana all’ottimale e una presenza non secondaria di criminalità. Come peraltro quasi tutti i quartieri di questo tipo, anche se Librino non è certo il Secondigliano che conosciamo da Gomorra.






Antonio Presti ha costruito una serie di opere a Librino e altre ne ha in mente e si stanno realizzando. Dicevamo che nell’algoritmo di Antonio Presti, la popolazione è la chiave ed in particolare i giovani, se non i bambini. Mi spiegava “Come facciamo ad innestare a Librino un processo che porti effettivamente ad un avanzamento e ad una presa di coscienza vera.. non con le parole ma con i fatti?. “ La chiave è la bellezza, creare insieme una coscienza della bellezza  Ecco allora che a Librino nasce La porta della bellezza. Si tratta di una grande opera collettiva - la più grande opera in terracotta del mondo - che è realizzata in uno dei viadotti ai bordi del quartiere per mezzo chilometro di lunghezza.







L’opera è molto bella, accoglie al quartiere e soprattutto è sentita come propria dagli abitanti: in un contesto in cui il degrado è norma, la Porta è perfetta perché è condivisa, custodita e protetta dai suoi abitanti. Infatti non cala dall’alto, ma nasce dal basso. Lungo il viadotto grandi opere - tutte ispirate alla figura della “Grande madre” -  sono a firma di una ventina di artisti selezionati da Ornella Fazzina (tra cui Italo Lanfredini che ha lavorato anche a Fiumara d’arte) e da allievi della Accademia d’arte di Catania. Le opere  anche tre metri e più di lunghezza sono inframezzate da composizioni di formelle più piccole realizzate da migliaia di alunni delle scuole elementari e medie. Tutto il processo della creazione è stato condotto in loco, si è creata una fornace per le terracotta e in molte scuole gli insegnanti i e gli alunni hanno partecipato alla gioia della creazione realizzando appunto una formella e firmandola  con il loro nome. Parliamo di novemila formelle.
In occasioni particolari la porta diventa supporto ad altri eventi d’arte con dipinti e performance.

 

Nelle scuole del quartiere, per esempio,  i ragazzi mettono in scena loro stessi come protagonisti dei  capolavori di pittura del passato e queste rappresentazioni vive  diventano il soggetto di laboratori fotografici le cui immagini costituiscono una sorta di museo Socio-Antropologico in divenire.


Girando per Librino, Presti mi narrava della grande avventure delle facciate cieche. In particolare con il fotografo iraniano Reza Deghati ha realizzato molti workshop, ospitando anche i ragazzi nell’albergo di Tusa, al mare. Il soggetto? Gli abitanti stessi.. che imparano a riconoscersi attraverso la fotografia, e a vedere “in loro stessi” la bellezza, come dice Presti. Queste fotografie sono pensate per essere stampate in delle pareti cieche degli edifici. E cosi gli abitanti creano una comunità, fanno storia si riconoscono: si fa città con una idea di cittadinanza, di appartenenza. Il progetto è stato redatto da molti anni ed è sotto l’etichetta “io sono bello”. Un auto-riconoscimento che come il muro realizzato dalla comunità stessa, innalza.










Una volta girando in uno dei complessi a corte Presti mi spiegava. “Vedi queste case formano una sorta di anfiteatro naturale e i balconi ne sono i palchi. Immagina di creare una rappresentazione teatrale in basso e  nei balconi ci sono gli spettatori che magari partecipano dalla loro casa e appendono drappi e tappeti..” E l’ipotesi non è cosi remota perché Presti ha fatto parte del direttivo del Teatro greco di Siracusa.

Si terrà appena si raccolgono forze e le energie necessarie un grande evento pubblico “Il cantico delle creature” [previsto oggi per ottobre 2018].  A Librino ci sono quattromila  pali della luce. Lungo quelli del viale principale  si innesteranno dei banner - con in basso dei versi del Cantico di San Francesco - e come immagini si realizzeranno foto in sequenza circolare. A cominciare dai bambini più piccoli e poi i ragazzi, gli adulti, gli anziani e poi di nuovo i bambini di Librino. Il ciclo della vita. 


 

***

Antonino Saggio, rebounced da "L'Industria delle Costruzioni", n. 759, gennaio febbraio 2018. 
su "On/Off Magazine"

Tutte le foto sono di Fondazione Antonio Presti Fiumara d'arte
 Chi intende collaborare alla realizzazione del Cantico delle creature, previsto per ottobre 2018 è pregato di contattare 
antoniopresti@fondazionefiumaradarte.org

Via Cesare Battisti 4, Castel di Tusa (Messina), Tel. 095 7151743


***

Tuesday, March 13, 2018

Contributi al lab IV due opere a Rotterdam

Mdrv Mercato
Oma Municipal Building

se volete esplorare le vostre presentazioni in real 3d  da qui

















Saturday, February 17, 2018

Seminario del 15 febbraio: le idee del mio lavoro

In allegato il mio seminario per la presa di servzio a professore ordinario,  introdotto dal direttore del dipartimento Prof. Orazio Carpenzano Ho illustrato le idee fondamentali del mio operare, a ciascuna era accoppiata una delle immagini qui accluse, Ecco l’audio 37m 

Seminario Antonino Saggio
15 Febbraio 2018

1. Orgogliosa modestia
2. Architettura terapeutica
3. Comunanza
4. Progetto come prodotto ricerca
5. A progettare si insegna
6. Case basse ad alta densità
7. Co residenza / cohousing criteri caratteristiche scopi articolazioni
8. Sceneggiatura delle Scelte concrete
9. Team work nel dipartimento
10. Progettare nelle crisi, impegnarsi nelle soluzioni
11. Diffusione dei risultati via web e beyond
12. Costruire orientamenti
13.  Scrivere denso, scrivere chiaro
14. La rivoluzione informatica: un cambio di paradigma
15. Nel merito del progetto
16. Riscrivere dall’oggi per oggi e forse un poco domani
17. Aiutare a scrivere per dare contributi e servizi
18. E poi lavorare alla costruzione di una capacità di orientamento e vivere la Scuola.

Un grazie riconoscente a Donatella Orazi che ha condiviso con me tanti progetti che semplicemente senza di lei non sarebbero mai nati.

1. Orgogliosa modestia

2. Architettura terapeutica



3. Comunanza

4. Progetto come prodotto ricerca



5. A progettare si insegna


6. Case basse ad alta densità

7. Co residenza / cohousing criteri caratteristiche scopi articolazioni



8. Sceneggiatura delle Scelte concrete


9. Team work nel dipartimento


10. Progettare nelle crisi, impegnarsi nelle soluzioni


11. Diffusione dei risultati via web e beyond


12. Costruire orientamenti


13.  Scrivere denso, scrivere chiaro


14. La rivoluzione informatica: un cambio di paradigma


15. Nel merito del progetto


16. Riscrivere dall’oggi per oggi e forse un poco domani


17. Aiutare a scrivere per dare contributi e servizi

17 e 1/2 1... E poi lavorare alla costruzione di una capacità di orientamento e vivere la Scuola.

qui FB comments

Thursday, February 08, 2018

Senza Parole. Serie per esplorare in 3d

La serie “Senza parole” appunto questo vuole fare. Lasciare a chi guarda, la formulazione più pura possibile del proprio giudizio con una immersione in 3d.




Friday, January 19, 2018

Un tappeto nella fornace di Canova: opera di Franz Prati a Roma

sino al 20 febbraio Via Antonio Canova, 22, 00186 Roma 
"Un tappeto è uno dei primi segni di antropizzazione della terra. Un nomade tira giù il drappo dalla sella e lo stende sul suolo: quel tappeto è la sua casa, è la sua terra. Ma il tappeto è anche una mappa di riferimento, è una guida per orientarsi. Il tappeto rispecchia le geometrie della volta celeste, invisibili solo per chi non conosce stelle, costellazioni o comete: le trame delle tessiture diventano le rotte che trasformano l’indeterminatezza del deserto in vie da seguire. Ecco il segreto del tappeto: una casa ancestrale di un uomo che allo stesso tempo è solo e parte dell’universo ..." continua a leggere Antonino Saggio su “Abitare” goo.gl/XA8h4Z
Catalogo a cura di Carlo Prati direzione artistica dello spazio Canova22 di Fiorenza D’Alessando.

Segui i commenti su FB

Saturday, December 23, 2017

Crisi e rigenerazioni creative

L'altro giorno ad Isernia ho fatto un discorso sulle rigenerazone creative, naturalmente tutto visto a modo mio: partendo dalla crisi cioè. Ho cominciato narrando di un progetto di mega crisi.. quello di Michele Spanosul batterio che uccide gli ulivi in Puglia ed ho parlato dei lavori di Gaetano De Francesco e di Saverio Massaro e all'inizio ho dato seguito al ragionamento sul potere che aveva fatto al simposio del dottorato Giovanna de Sanctis. Ecco l'audio è di circa un'ora


Sunday, December 17, 2017

Sulla Street Art e l'architettura

Una riflessione sin troppo misurata sulla presenza della street art nelle opere di architettura.
Ascolta l'intervento di Saggio Sulla Street Art 7m


(il contesto è un convegno sulla rigenerazione creativa a Isernia

Thursday, December 07, 2017

Iº Simposio del Dottorato di Architettura - Teorie e Progetto


Nei giorni 11, 12 e 13 dicembre 2017, presso la sede della nostra Facoltà di Architettura a Piazza Fontanella Borghese 9, Sede del Dipartimento di Architettura e Progetto, Roma abbiamo organizzato il Iº Simposio del Dottorato di Architettura - Teorie e Progetto.
L’idea è inaugurare il nuovo anno Accademico con una manifestazione «multitasking» che con una mossa cerchi di attivare più processi. Il simposio infatti intende:
far conoscere ai dottorandi del 33 ciclo appena iniziato il dottorato nel suo complesso e mettere a contatto dottorandi nuovi con i dottorandi del secondo o terzo anno;

illustrare un prodotto rappresentativo elaborato nel Dottorato e in particolare:
  • - una dissertazione dottorale recente che abbia ottenuto il massimo della valutazione dalla commissione nazionale
  • - un workshop significativo dell’ultimo anno
  • - un libro prodotto negli ultimi mesi nel dottorato commentato anche da interlocutori esterni

estendere lo sguardo del Dottorato con tre key note lecture di taglio diverso
  • - sugli esiti costruiti che hanno ottenuto grande visibilità di Michele Molè di studio Nemesi
  • - sulla ricerca e la sperimentazione di Francesco Lipari di OFL Architecture
  • - sulla innovatività della ricerca e dell'insegnamento di Antonino Di Raimo dell’Università di Portsmouth

4º creare un momento di dibattito a conclusione di ciascuna giornata che tratti di alcuni dei temi presentati e li rilanci con il supporto dei docenti, dei dottorandi e degli altri intervenuti con tavole rotonde su
  • - ricerca e didattica
  • - professionalità della ricerca 
  • - ricerca e futuro nel mondo del lavoro

Dottorato di Architettura - Teorie e Progetto
«Sapienza» Università di Roma Facoltà di Architettura - Dipartimento di Architettura e Progetto
Piazza Fontanella Borghese 9 - Roma
11, 12, 13 Dicembre 2017 ore 9:15/18:30

Ascolta il primo intervento 

Vai alla pagina con l'audio integrale



Friday, December 01, 2017

Cosa salviamo del Novecento? Intervento di Saggio al Simposio sul tema indetto dall'Istituto Quasar, Roma 30 novembre 2017.

Ascolta 12 m

Sunday, October 08, 2017

Linee di ricerca.Temi e ricerche del Dottorato in Architettura - Teorie e Progetto 1986-2017

"Linee di ricerca: Temi e ricerche del Dottorato in Architettura - Teorie e Progetto 1986-2017" a cura di Fiamma Ficcadenti, Selenia Marinelli





Si tratta della pubblicazione del lavoro dell'ultimo seminario tenuto nel corso di Dottorato di cui sono docente dal 2003, Coordinatore dal 2011 presso "Sapienza" Facoltà di Architettura, Dipartimento di Architettura e Progetto e che io stesso ho frequentato dal 1986 al 1989.

Dopo trent'anni di vita di questo dottorato e più di duecento dissertazioni prodotte era il caso di fare il punto su questo lavoro e allo stesso essere sicuri che fosse disponibile uno strumento che rendesse partecipe la comunità universitaria i temi affrontati nel dottorato di Composizione (come si chiamava una volta) a "Sapienza".

Ho organizzato il lavoro in una prima fase invitando i dottorandi ad esaminare tutte le dissertazioni prodotte e conservate nella nostra Biblioteca di Via Flamina, che ringrazio molto per la disponibilità. I dottorandi nell'analizzare le dissertazioni dovevano raggrupparle per macro argomenti che consentissero una più agevole ricerca  basata sui contenuti e gli argomenti piuttosto che su una impostazione per ciclo di appartenenza. Questo grande lavoro di tematizzazione è ora in una trentina di pagina alla fine del volume. Questa parte costituisce il motore del libro. Lo stesso elenco con il link alla versione informatica di quelle prodotte dal 2011 lo troverete nel libro come il titolo, il nome di tutti i dottorandi i cicli l'argomento, il nome del tutor.

Sulla base di questo lavoro ho chiesto  successivamente ad ogni dottorando di scegliere due tesi che "sentissero  vicine" per tematiche ed affinità con la propria ricerca anche se ancora in nuce. La scelta doveva essere compiuta indipendentemente se la tesi fosse scritta da  25 o più anni e l'autore fosse oggi un professore o redatta da poco tempo da un coetaneo.

Di ciascuna dissertazione si doveva redigere una rilettura critica che fornisse da una parte un compendio dei contenuti originali, dall'altro una apertura a nuovi temi ("Linee di ricerca" da cui il titolo del seminario e poi del libro ). Inoltre in molti casi il nuovo dottorando intervista l'autore della dissertazione  per instaurare un rapporto, riflettere insieme, elaborare nuovi aspetti di indagine. Sonp pagine molto interessanti nel volume.

Oltre alla mia prefazione e all'introduzione  delle curatrici gli scritti sono a firma di  Francesca Bozza, Francesco Camilli, Giulia Cervini, Matteo D’Emilio, Andrea De Sanctis, Martina Fiorentini, Roberta Gironi, Kernar Gjokeja, Ardit Lila, Deborah Navarra,  Valerio Perna, Maria Pia Ponti, Gabriele Stancato Cheng Son,  Lea Stazi  ed esaminano in dettaglio le dissertazioni di:

Irene De Simone, Progettare l’accessibilità urbana, modelli e strategie per la trasformazione della città contemporanea, Roma, 2015

Daniela Salvi, Carattere relazionale dell’architettura nell’esperienza percettiva e creativa, Roma, 2006

Luca Incerti, Dutch Defrag Design – strategie di deframmentazione metropolitana nella network city olandese, Roma, 2013

Michela Ëkstrom, Crisi della strada come spazio pubblico e prospettive di rilancio per la città contemporanea, Roma, 2015

Luigi Franciosini, Tipo e Carattere. Tipicità ed individualità nell’architettura, Roma, 1992

Riccardo D’Aquino, La lunga durata, Roma, 1995

 Laura Calderoni, L’altra città. Lo spazio pubblico contemporaneo: pratiche di rigenerazione, Roma, 2016

Maria Clara Ghia, Prescrivere_Liberare. L’ethos del progetto architettonico, Roma, 2008

Valeria Sansoni, Trasparenza del nuovo e alterità concorde. Individuazione di principi teo- rico-metodologici nel progetto sull’esistente a partire dall’analisi di due autori italiani a confronto, Roma, 2013

Alessia Maggio, Architettura aperta alla trasformazione. Il progetto disponibile alle modifi- cazioni, Roma, 2010

Paola Gregory, La dimensione paesaggistica dell’architettura nel progetto contemporaneo, Laterza, Roma, 1998

Valeria Sassanelli, Forme del suolo e calligrafie architettoniche, Roma, 2007

Daniela Maurizi, Uso riuso abuso. Casi di disobbedienza estetica. Ecologia del progetto e libertà, Roma, 2003

Rosetta Angelini, La necessità di un approccio sistemico per il progetto urbano e di architettura. Contesto teorico, esempi virtuosi e strumenti cognitivi, Roma, 2016

Leila Bochicchio, Meg(a)polis / Lagos, Roma, 2015

Filippo De Dominicis, Intorno al Sahara. Topografie resistenti tra architettura, deserto e città, Roma, 2011

Antonino Saggio, Progettare la residenza, Roma 1990 Ristampata da Lulu.com, Raleigh 2013

Baires Raffaelli, Semantica e tipologia della forma nell’architettura contemporanea, nuova edizione a stampa The fast guide to Architectural Form, BisPublishers, Amsterdam 2016

Alessandra Capuano, Iconologia della facciata nell’Architettura Italiana, La ricerca teo- rico-compositiva dal trattato di Vitruvio alla manualistica razionale, Gangemi, Roma, 1995

Orazio Carpenzano, Idea immagine architettura, Tecniche di invenzione architettonica e composizione, Gangemi, Roma, 1993

Antonino Di Raimo, Il corpo come strumento del progetto architettonico contemporaneo - Verso un’architettura come sistema vivente, Roma, 2010

Valentina Garramone, Studio dell’Empatia in Architettura, Roma, 2013

Maria Veltcheva, La Nozione di Spazio Pubblico nei nuovi spazi collettivi in Europa, Francia, Italia, Germania, Roma, 2005

Alessia Guerrieri, L’infra-struttura del vuoto. Interpretazioni, usi e figurazioni degli spazi vuoti della città contemporanee, Roma, 2015

Francesco Garofalo, L’abaco semplificato delle regole e il confronto con la realtà dell’architettura. Gli scritti e i progetti teorici di Adalberto Libera, Roma, 1989

Paolo Rodorigo, I media di nuova generazione nel formarsi del progetto architettonico. Cittadinanze attivate dai media digitali, Roma, 2010

Sergio Innamorati, Oltre la visione. Sensi e percorso nel progetto di architettura, Roma, 2000

Domenico Ferrara, Tom Kundig e l’architettura dei gizmos. In_tensioni progettuali tra civiltà e natura, Roma, 2016

Marta Gallo, Shanghai One city Nine Towns - La Città di Fondazione nelle Trasformazioni Metropolitane della Cina Contemporanea, Roma, 2014

Adelaide Di Michele, Case Isolate. Spazi privati interattivi per cyborg metropolitani, Roma, 2000

Francesco De Luca, Modelli architettonici - dagli strumenti della progettazione alla progettazione degli strumenti. Il modello come strumento progettuale in ambito digitale informatico, Roma, 2003

 Roberta Maria Causarano, Sviluppi del pensiero sistemico nell’architettura contemporanea. Il principio di organizzazione/autoorganizzazione nel processo progettuale, Roma, 2013

Marina Macera, Il progetto del margine della città contemporanea – figure, declinazioni, scenari, Roma, 2013

Federica Tegolini, Progetto del suolo. La trasparenza delle linee di terra nella città contemporanea, Roma, 2000 
Down load in cartaceo e digitale in free download per alcuni giorni