Saturday, May 28, 2016

Trionfi e lamenti sul tevere

Leggi l'articolo pubblicato su "L'Architetto" del mese di maggio 2016
http://magazine.larchitetto.it/maggio-2016/gli-argomenti/attualita/trionfi-e-lamenti-sul-tevere.html


Altre foto di Antonino Saggio non pubblicate nell'articolo





















Monday, May 02, 2016

Pubblicato il volume "Tevere cavo una infrastruttura di nuova generazione per Roma tra passato e futuro"

Pubblicato "Tevere cavo una infrastruttura di nuova generazione per Roma tra passato e futuro" a cura di Gaetano De Francesco e Antonino Saggio
Si tratta del lavoro degli ultimi quattro anni della mia cattedra a "Sapienza". Segue i libri "Urban Green Line", "Urban Voids", "Roma a_venire" e anche in questo caso ha visto coinvolte diverse centinaia tra studenti, laureandi, dottorandi e assistenti. 



Eccone in sintesi la tesi: "Nell’attuale fase storica è necessario limitare il consumo di suolo agricolo per focalizzare l’attenzione verso il recupero dei 'vuoti urbani'. A questo fine è necessario creare 'infrastrutture di nuova generazione' che possano 'invertire la direzione dello sviluppo'. Il Tevere è ripensato in questa luce attraverso cinque principi fondamentali che vanno dalla multifunzionalità alla presenza di sistemi ecologici, dalla mobilità alla presenza di reti informatiche al rilancio del ruolo civico e simbolico del fiume." Sul Tevere non solo si è giocato il passato di questa città, ma molto probabilmente si deciderà il suo futuro.

Nelle 184 pagine del volume oltre ai saggi dei curatori vi scrive Rosetta Angelini, assistente al corso, si presentano mappe dettagliate e prospettive d'insieme a cura di Livia Cavallo e Valerio Perna tra cui quella nell'immagine sopra, e soprattutto si pubblicano 44 progetti sulle sponde del fiume o nelle aree urbane adiacenti. Rappresentano una selezione da una base almeno cinque volte più ampia e ciascuno propone una idea innovativa, un particolare programma, una soluzione architettonica urbana e paesaggistica che intende essere concreta e propositiva per la città. E' un fuoco di artificio di energia su quello che Roma, veramente, potrebbe essere.

Desidero anche ringraziare gli attuali assistenti del mio corso Matteo BaldissaraGhazi ElnazGabriele Stancato e Valerio Perna. Mercoledì 4 maggio presenteremo questo lavoro al mio corso Ore 9:00 valle Giulia Via Gramsci 53 Aula 7 in occasione dell'intervento di Giuseppe Maria Amendola, presidente del consorzio Tiberina. Gli interessati sono Invitati.

Il libro può essere ordinato dai link sotto indicati Buona lettura e condividete con i tanti autori dei progetti e con gli amici.




con tra gli altri  Liborio SforzaGaetano De FrancescoFrancesco VantaggiatoSavina LeggieriFrancesca OrunesuAntonio De RosaSimona RicchioLuca BregniValentina NunnariGaia OlivieriCarla MoliMartina DeddaMatteo BaldissaraMarco LucciSilvia Di MarcoGabriele StancatoElisa L FerrignoDiana ZimmermannAlessandra LioneChiara Perfetti Francesco ZumbèLeopoldo Russo CeccottiRosetta AngeliniValerio GaleoneGhazi ElnazMichela Carla FalconeGiuliana D'amoreNicola PennacchiottiSelenia MarinelliValerio PernaMonica NapoliErnesto LiloiaFrancesco RisitaSimona RaimondiGiorgio ScrocchiaTiziano TamburriAntonietta ValenteFederica TassettiAlessandro PerosilloMichele SpanoGolnaz EbrahimiDomenico FerraraCaTe RiNaGiuseppe D'EmilioAng ArkGiusy RubinoMichele Di Maggio e Valerio Vincioni

Alcune pagine in preview:

Monday, April 11, 2016

Chiusura pretestuosa di Villa Fiorelli a Roma

Ciascuno ha responsabilità con i luoghi della propria gioventù. Ecco le cose dietro la vergognosa chiusura di Villa Fiorelli.
I. Si procede a recintare inutilmente una piccola villa pubblica. (Con i lauti guadagni e le prevedibili mancette - epoca Veltroni)
II. Si ingaggiano o si lasciano adoperare indisturbati bande di bimbominchia o altri criminali che per anni fracassano qua e là la lastra di peperino su cui è infissa la recinsione. Attenzione .... Qua e la! In modo da richiedere lavori dappertutto! (La logica ribellistica vorrebbe un punto mirato per abbattere la cancellata! Ma no questo non è fatto, è fatto ripeto qua e lá, per richiedere lavori su tutto!)
III. A questo punto ergono lavori complessivi di rifacimento per milioni!!
Iv. Intanto visto che troppo bene non ce la si passa e qualcuno nicchia, per dare una smossa si chiude tutto!!!!! Ennesimo vergognoso caso di spossesso dello spazio pubblico. Così i cittadini che si indignano diventano la forza d'urto per il nuovo appalto e le nuove mancette! L'articolo apparentemente va bene, ma non fa capire cosa c'è sotto. Se non c'è un inchiesta .. 
L'articolo è una arma a doppio taglio
V. Ma guarda caso, ad un piccolo serbatoriello di consenso affaristico elettorale bocciofilo si lascia l'accesso. Loro e solo loro possono entrare.
Idee possibili: 
A. Riaprire subito, il pericolo non c'è! Se ci fosse sarebbe altrettanto all'esterno che all'interno! Ammesso e non concesso bisognerebbe creare un bell'anello protettivo di tutto sul marciapiede! esterno!. La chiusura è ovvio che non serve a niente e non protegge alcunché serve solo a cercare di accelerare l'elargizione dei fondi! Vergognoso anche nel modo l'ordinanza. Vergognosa. 
B. Operare con cementi forti con fibre (ne esistono molti tipi) per rinsaldare la base del palo. Fare una colletta tra cittadini e procedere aspettando denuncia! Parlando prima con avvocato magistrato.
C. Se un lavoro grosso e pubblico, va fatto è togliere la recinsione!!! Vendere il ferro a peso e con questo comprare piante o giochi ai bambini.
Scusate ma chi è il capo politico di questa situazione ? 

Copia e Incolla con libertà

prof.  arch. Antonino Saggio
Diap, Facoltà di Architettura
Sapienza Università di Roma


Sunday, March 27, 2016

Per Pasqua: Il grembo stanza 208 di Joana Dhiamandi



Il grembo, stanza 208” Atelier sul Mare Museo Albergo di Antonio Presti, Castel di Tusa (Me)
Progetto: arch. Joana Dhiamandi

Guardate che bellezza che è questa stanza, pensata come un grembo: dolce, flessuosa, in questo caso giustamente fluida!  Acqua, luce, suono, feto. Ci sembra bello regalare ai nostri amici questa idea di nascita,  proprio oggi, no? Immaginate quanto bello passarvi una notte e soprattutto svegliarsi la mattina in questo dolce avvolgente grembo materno. Una resurrezione!

Joana Dhiamandi è l’autrice  di questa stanza per il Museo Albergo di Antonio Presti. La storia è altrettanto bella della realizzazione. Joana è venuta due volte ai workshop del Sicily Lab di Gioiosa Marea e  oggi è una giovane docente dell’università Polis dei miei amici Besnik Aliaj, Sotir Dhamo e Antonino Di Raimo.
Questa estate - finito il progetto che abbiamo fatto tutti insieme per Fiumara d’arte - mi disse che voleva fare una stanza all’Atelier sul mare. Discutemmo a gennaio, oggi ecco questo straordinario progetto.  Ecco come Dhiamandi lo descrive:

«The WOMB is a sacred source of life, the place where the light comes. A loving space and resource where a family is nurtured through preconception, pregnancy, birth. From the moment of conception, every human embryo embarks on an incredible journey of development. In the Womb to open a window into the hidden world of the fetus and explore a new dimension of experience this journey in the adult stage. 
The room is a combination of 4-dimensional real-time grapho_acousting "animation" where the shape of the inflatable structure function like a whistle, brings from the window, the sound of outside, on the stage of the room and builds an acoustic experience. 
From the round/spheric bed, it is possible to feel the source of light; There are two materials colors, (the material of the inflatable structure and the corten material of the furniture) the light is integrated on the source water emphasizing the present of water in the process of life. Water, light and inflatable are ways to aspire transparency, immateriality, focusing on the spatial experience. The wardrobe is a floating hanger; the mirror is both sides, function as a divider and reflecting the space at the same time. 

The WOMB, the window to the moments that a shed is created..... »

Il grembo, stanza 208” Atelier sul Mare Museo Albergo di Antonio Presti, Castel di Tusa (Me)
Progetto: arch. Joana Dhiamandi


Saturday, March 26, 2016

A Palermo Urban Green Line

Ho tenuto una conferenza a Palermo invitato da Renzo Lecardane e Zeila Tesoriere, due giovani docenti che per fortuna sono tornati in Italia dalla Francia con il rientro dei cervelli e danno una ventata energica e di qualità alla ricerca e alla didattica. Sono due esperti di infrastrutture!  La conferenza è stata preceduta da un cerimoniale un poco spagnoleggiante per la verità. Omaggi e interventi di ben cinque docenti, prima della mia conferenza. E poi, incredibile, ma vero i 3/5 non sono neanche rimasti. Ne ho fatte forse cento di conferenze, ma questa mi mancava. Mi ha divertito molto!.  "Adesso  ci riprendiamo un poco e parliamo d'altro prima di partire per il nostro percorso" ho detto ai ragazzi prima di cominciare e la conferenza è andata benissimo. Se volete qui c'è tutto con tanto di audio anche con gli interventi iniziali, la mia conferenza comincia al minuto 25 e alla fine anche il dibattito.
Vai con Audio e immagini


Monday, March 14, 2016

Storia futura


... Nel chiudere scopro l’immagine chiave per questo articolo. La guardo da tutti i punti di vista ed è talmente convincente che dico, certo questo non può essere in Italia. E invece no, è in Puglia,ed è opera anche di un giovane, lo scenografo e scultore Edoardo Tresoldi che ricostruisce a Siponto una basilica paleocristiana. Tresoldi con questo lavoro ridicolizza di un colpo le orride coperture archeologiche di tanti siti, l’incuria, l’ignavia, la burocrazia e la stupidità. Apre con una forza straordinaria e con il salto dell’arte dice «Pensiamo al futuro della storia!» che è quello che volevo cercare di dire anche io...

Leggi  l'articolo su L'Architetto Marzo 2014
LA STORIA FUTURA
Il progetto in Italia è spesso lasciato tra parentesi. Troppe celebrazioni storiche, mentre sono sempre poche le occasioni per pensare alla storia di domani. Che è scritta da chi progetta con coraggio 
di Antonino Saggio






 Le quattro foto dell'opera di Tresoldi a Siponto sono di Alessandro Fabio Fusco 


Schizzi di Giovannoni foto di Cecilia Anselm


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Marco Petreschi Banca di Albania




Thursday, February 25, 2016

Lettera ad una maestra ovvero il quanto che erra.

Margherita Aurora dai capelli viola! La scuola e la vita spesso è fatta calpestando le margherite. Ma tu hai visto in una margherita una possibilità diversa. Hai capito che si trattava di un "errore bello". Hai scritto all'Accademia della crusca e hai trovato un'altra highlander come te che ti ha risposto e ha detto "Si è proprio bella, Ma deve essere usata la parola!" E detto fatto Margherita tu l'hai postato. E abbiamo un modo di dire ora tutti dal fioraio.. "Mi dia quelle margherite, ma che siano belle petalose!" Renzi è furbo non c'è che dire, ma non mi importa che sia furbo, pure lui ha fatto una cosa bellina! Chapeau Margherita. Pure Eco diceva che una delle cose da riuscire a fare è inventare parole! Tu ci sei riuscita, Tu.. Non il bambino.. Sia chiaro.. Tutti i bambini continuamente inventano creano sognano hanno invenzioni straordinarie e tutti noi di norma li tacciamo li isoliamo li mettiamo sulla retta via. Pochi sentono che gli errori possono essere belli, che il "quanto" che salta fuori dallo sciame, il quanto che"erra" può andare in magiche, meravigliose direzioni.

Wednesday, February 03, 2016

La scomparsa di Giacomo Leone


Ieri, è scomparso l'architetto Giacomo Leone. Avevo grande stima di lui e gli ero amico. Per trasmettere Giacomo a chi non lo abbia conosciuto bisogna dire una banalità: Era un vero Architetto! Un vero architetto che pensava scriveva disegnava per costruire. ! Voglio ricordarlo ora a caldo con due cose. Questo film you tube che feci per cercare di far conoscere meglio il suo lavoro (era restio a pubblicarlo...) ed una foto che una volta mi regaló in un suo speech a Gioiosa. Giacomo è al centro piccolo, seduto in basso. Attorno I suoi amici e colleghi studenti dello Iuav di Venezia. Giacomo dotato di grande talento e intelligenza allo stesso tempo sempre voleva essere parte di un gruppo che condivideva idee valori comportamenti.

Grazie Giacomo per quanto hai fatto per tutti e per i pensieri che abbiamo condiviso.

https://m.youtube.com/watch?v=CnFYSEc9fos

Ecco un aricolo veramente Buono su "la Sicilia" di Pinella Leocata di oggi 3 Febbraio 2016

Leggi questo articolo illuminante di Giovanni Leone

Wednesday, January 27, 2016

Traduzione in albanese di Architettura e modernità dal Bauhaus alla rivoluzione informatica




Translation of “Architettura e modernità dal Bauhaus alla rivoluzione informatica” in lingua albanese  a cura del professor Sotir Dhamo, Polis University Press.


"Chi parla? È la parola stessa!" - Heidegger

Tutto dipende dal sistema di riferimento. Se pensiamo alla lingua spagnola o francese un libro di architettura in più o in meno ha un valore piccolo, ma la traduzione di una nuova storia critica dell’architettura moderna in Albanese ha invece un grande valore relativo. 
Infatti con “Arkitektura dhe moderniteti. Nga Bauhaus tek revolucioni informatik“ siamo di fronte ad uno dei pochi libri di questa mole tradotto in albanese. La traduzione è un atto di politica culturale di grande impegno da parte della Università Polis. 

Naturalmente in Albania vi è  accesso alla letteratura straniera e quindi sarebbe lecito chiedersi perché tradurre un libro in albanese una volta che può essere “letto in lingua straniera e mettersi al lavoro per averne addirittura una versione in lingua albanese? La risposta, credo - sostiene Dhamo nella sua Introduzione - possa essere in questa osservazione: quando in una lingua non esiste una parola, è difficile che ne esistano anche i concetti ad essa legati; tanto meno esiste la possibilità di una comune comprensione del concetto legato a quella parola. Direi, quindi, che la necessità della parola e del concetto, è anche uno dei ruoli primari della lingua. Come sostiene Heidegger, è la parola ciò che ci racconta la natura di tutte le cose e che arriva da noi tramite la lingua, allorché rispettiamo la stessa natura della lingua (Heidegger, M. Costruire, abitare, pensare, 1951).

La cultura si costruisce allora con una lingua specifica, una lingua propria a quel mestiere. La traduzione è un atto di politica culturale. Continua Dhamo:

“A questo proposito vorrei dire che personalmente sono convinto che la povertà dell’architettura, della città e del territorio nasce prima di tutto dalla povertà spirituale, che a sua volta, deriva dalla povertà del bagaglio culturale e concettuale. Per ragioni storiche, il linguaggio dell'architettura e dell'urbanistica, e quindi la comprensione di molti fenomeni in Albania, sembra talvolta ancora preda dell’isolamento degli anni Novanta, immediatamente prima del collasso della dittatura. Il caos territoriale e urbano rifletterebbe, tra l'altro, la nostra confusione mentale sul significato delle cose e, soprattutto, la mancanza di comprensione comune di certi fenomeni.”

Naturalmente il libro intesse sempre una relazione tra crisi e tentavi di di risposta della cultura architettonica e artistica, un aspetto decisivo per un paese come l’Albania che è uscita relativamente di recente da grandi sommovimenti politici. Nota ancora Dhamo che:

“il libro non solo ha un carattere che definirei emancipante, ma diventa una guida per l'emancipazione stessa, dal momento che uno dei suoi motivi principali è il racconto di quella ricerca in architettura che può essere definita Moderna. Così, questo libro ci fa capire soprattutto come l'architettura possa a suo modo, e con gli strumenti che le sono propri, riflettere i progressi della scienza, della tecnologia, delle arti e del pensiero. E questo, non tanto per quel che riguarda gli aspetti formali, ma soprattutto per quelli legati allo spazio.”

Ci uniamo al professor Dhamo nel ringraziare la nutrita squadra di studiosi e architetti che per circa tre anni ha contribuito alla traduzione 
 Ermal Hoxha, Dorina Papa, Ardit Lila, Ledian Bregasi che hanno aderito volontariamente all'iniziativa, il Preside della Facoltà di Architettura e Design di Università POLIS, prof. Antonino Di Raimo e il Rettore dell'Università Prof. Dr. Besnik Aliaj. “Senza i loro consigli molti concetti e questioni teoriche non avrebbero potuto raggiungere l’adeguata chiarezza in lingua albanese.”



L’introduzione del Professor Dhamo in albanese insieme ad alcune parti del volume sono scaricabili a questo link, la versione italiana dell’Introduzione uscirà a cura della rivista “Il Progetto” che si ringrazia per la concessione delle anticipazioni.



Monday, January 11, 2016

Nascita della collana «Gli Strumenti»




Il 6 gennaio 2016 è nata  la nuova collana «Gli Strumenti» con il libro di Claudio Catalano “I sandali di Einstein introduzione all’estetica dello spazio tempo”. «Gli Strumenti» vuole fornire elementi di riflessione conoscitiva e teorica nei campi della scienza contemporanea, del pensiero, dell’arte, dell’urbanistica, dell’architettura e della produzione di oggetti. La collana è composta da libri precisi negli apparati, densi nei contenuti, chiari nell’esposizione che intendono spingere il lettore alla ricerca di nuove direzioni del proprio operare.


Claudio Catalano compie un percorso affascinante e a tratti esaltante tra arte e scienza: da Newton a Boullée da Riemann a Turner, da van Gogh a Poincaré, da Einstein a Duchamp, da Heisenberg e Bohr a Cage. Catalano estrapola materiali di grande suggestione e li porge al lettore con sicura capacità divulgativa immergendoci nelle più recenti acquisizioni della scienza.

Friday, December 11, 2015

Materialisti della Storia, Jetztzeit e Walter Benjamin

Interverto al convegno Modernità delle rovine. Casa dell'architettura di Roma, 11 Dicembre 2015
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