Saturday, August 23, 2014

Luoghi impressionanti


I luoghi impressionanti
Mi è capitato per le mani il libro curato da Giorgio Bassani, editor di Feltrinelli cui si deve la scoperta di Giuseppe Tommasi di Lampedusa. In questi "Racconti" (1961) ve ne è uno sui suoi luoghi. Certo mica capita a tutti di raccontare il teatro di famiglia nel palazzo di Santa Margherita in cui si fermavano compagnie di attori ambulanti che giravano paese paese Italia e Sicilia.
Uno pensa che quello ha cose mirabolanti da raccontare .. e noi.. solo piccole cose, piccole cose.
Ma in realtà raccontare i luoghi del proprio imprinting, i luoghi in cui noi abbiamo preso coscienza del mondo e di noi nel mondo,  e a cui sempre torniamo nella mente,  è importante a prescindere! Qualunque cosa è mitica, è bella, anche il ghiaccio squagliato in cui si è visto il muso di una foca... che ne so?
Credo inoltre che descrivere i luoghi sia doppiamente terapeutico per un architetto.

In questo spirito vi volevo raccontare del mio luogo dell'imprinting (avete capito che luoghi "impressionanti" deriva da imprinting /imprinted vero?)

Il mio luogo dell'imprining si chiama Galice. Una proprietà di miei parenti (vi potrei raccontare la storia, ma adesso lasciamo stare) tra Mongiove e Patti, in un tratto pianeggiante.

Dunque come spiegarvi Galice? Ho pensato di farvi prima capire e poi sentire Galice, attraverso una doppia lettura: una spaziale e una esperienziale.. diciamo così.
Per immaginare Galice dal punto di vista spaziale bisogna capire tre strutture che vi coesistono. La prima è quella di più ampio e possente respiro. E' quella delle fasce parallele.
Le fasce parallele di Galice partono dall'orizzonte con quelle blu profondo del mare lontano poi ci sono le fasce turchine, celesti, cerule di nuovo oltremare e poi piccole piccole linee bianche di schiuma e poi la fascia mobile dell'arenile bagnato e poi i sassi sulla spiaggia. A queste sequenze di linee parallele (che poi negli anni ho capito stanno per diversi tipi di fondali e diverse battute d'onda) ve ne succede un'altra: quella della macchia mediterranea: piccoli arbusti verde olivo, ma più azzurro chiaro, che mica so come si chiamano.. forse quelli di D'Annunzio?. Questi arbustelli  creano un altro filare che filtra,  la fascia di vigna subito dopo. Si! siamo a trenta metri dal mare e ci sono le vigne! roba da non crederci. E poi poi poi e poi ci sono loro: incredibili, alti, grossi si dio mio ci sono i cipressi. Si i cipressi che costeggiano le strade bianche che corrono parallele al mare e ai campi.        

Dopo i cipressi che sono i primi elementi di prospettiva, giardini verdi di arance e di limoni.
Questo insieme di linee e di strutture parallele che dall'orizzonte  si inseguono nel mare, nella spiaggia, nelle linee arruffate della macchia e in quella dei grandi e alti cipressi creano il tappeto continuo di Galice. Presente un Klee?
A questa struttura  se ne  combina un'altra, ortogonale alla prima.  A ponente, verso Patti e poi Palermo c'è un grande torrente o fiumara. Le fiumare sono ampie ampie quasi 100 cento metri di larghezza e hanno gli stessi sassi o quasi del mare. A volte vi si vede l'acqua che scorre in rivoli  e sembra una cosa magnifica, una cosa magica, una cosa pazzesca vedere l'acqua nei torrenti! un evento. Questo grande torrente non è l'unica struttura perpendicolare al mare e alle strisce parallele, ve ne sono anche altre che sono le  strade sterrate bianco gialle tra i campi.  In particolare una che la ricorderò sempre che andava tagliando  dritta dritta i campi e la vigna e conduceva con una leggera salita alla spiaggia.
Visualizzate? Un insieme di fasce parallele dall'orizzonte ai campi e ad esse contrapposte ma indispensabili delle strutture verticali e penetrative. A questi due sistemi  se ne aggiunge un terzo che diciamo scattered.. episodico. Era il sistema delle costruzioni che appunto non avevano almeno ai miei occhi una chiara struttura ma si assommavano una sull'altra con regole facili facili.
Il centro di Galice era rappresentato almeno per me da una casa a due piani non intonacata che era in un grande spiazzo a cento cinquanta duecento metri dal mare e che stava parallela alla spiaggia, ma da essa separata dai campi delle vigne e dei cipressi. Si sapeva che c'era la strada dritta al mare ma mica si vedeva il mare. La parte di destra verso Patti della casa era abitata, quella di sinistra verso Tindari non l'ho mai capito.. per me era misteriosa. La casa era tutta rotta, non intonacata e come dire veramente mal messa con una scala di pietra senza pretese sul lato corto verso Patti.
Si saliva la scala e vi era un piccolo ingresso, a destra una specie di antro cucinone, a sinistra una dentro l'altro tre stanze la primo sorta di soggiornino pranzo con finestra lunga a terra ma senza balcone. dopo la terza stanza ci doveva essere il bagno e poi altre stanzette sul retro che riportavano facendo il giro alla cucina.

 Poco più vicino al mare sulla destra della casa madre c'era una casa colonica, ad un piano con davanti uno strana rotonda a terra in una specie di cemento battuto.. uno spazio multi  funzionale che serviva dalla vendemmia al ballo,  al gioco. Me la ricordo questo cerchio di cemento come la quintessenza di uno spazio multi tasking.
invece all sinistra della casa antica c'era una piccola casa ad un solo piano forse anni quaranta in cemento battuto, piccola piccola. più a monte c'era un grande arco in abbandono, forse dai tempi del nobile Ceraolo  e dietro la casa si stendevano altre casette forse cantine forse magazzini forse altre casette coloniche che per me rappresentava un territorio oltre...  poco battuto, poco esplorato.
In questo quadro mi muovevo e in questo quadro si muovono gli attori, ma prima bisogna pensare ai profumi e ai gusti. Non so perché, i profumi sono altrettanto importanti o quasi degli spazi. Dunque l'odore più forte, più indimenticabile più magico era quello degli arbustelli dannunziani sulla spiaggia. Un profumo forte e dolce amarognolo e magico. Anticipava il mare, ne era la promessa, sorta di sipario non solo visivo ma soprattutto olfattivo. Il mare non lo ricordo come profumo, invece i cipressi odorano e così ma meno per me i giardini. Veramente erano gli arbustelli che mandavano l'inebriante profumo.
I gusti ne ricordo solo uno ed era quella della merende che consistevano (ormai siamo cinquant'anni dopo Tommasi che aveva pane raffermo a merende) in una fetta di pane e olio con un poco di sale. Non so perché era tanto buona questa semplicissima merenda. Io credo che tra il '59 e il '62 o '63 ci sia stata una rivoluzione epocale in noi bambini: arrivarono le merendine preconfenzionate le briocheees... e poco prima i formaggini "mio" con le mattonelline psichedeliche, ma allora nel '59 in qualche modo eravamo ancora nell'Ottocento.. pane e olio a merenda.

Ecco in questa scena mi muovo io bambino di quattro annetti. Ricordo che una cuginetta voleva farmi vedere le mutandine, e credo che le vidi, poi ricordo che imparai ad andare in bicicletta lungo la strada dritta del mare, poi ricordo quando passava l'aereo di un parente aviatore che ci salutava. Ma io ero attore molto secondario, la scena era popolata da ben altri personaggi. Innanzitutto la Zia Giovanna. che doveva essere sulla sessantina ed era l'unica scampata della sua famiglia al terremoto di Messina. Era una donna triste ma abbastanza positiva. Vestita di nero, con capelli grigi e tuppo mai ordinato. Si chiamava Pisani quindi doveva essere una nipote di mia nonna Concettina e cugina prima di mio papà. Giovanna viveva con Pietro un figlio strano strano (era un figlio, poi..? o anche lui un nipote? mica ho capito..) e soprattutto con una vecchissima cameriera di nome Tindara. Tindara era veramente la cameriera dei cartoni animati, dei film. Credo che avesse un dente solo, era simpatica e di buon umore e viveva quasi sempre nell'antro della cucina.
Ogni tanto venivano le sorelle da Palermo che forse dovevano essere sue figlie adesso che ci penso, che erano mi pareva molto belle e sofisticate. Si chiamavo forse Bea e Lea o qualcosa del genere. Avevano la bambina delle mutandine Ali (?). Io e mia madre eravamo tecnicamente in una specie di lunghissima vacanza, ma non ne avevo alcuna cognizione essendo in età prescolare. Dormivamo in una stanza con un grande letto. Non so se mio padre ci venisse ogni sera. Continuava a lavorare e arrivava di tanto in tanto come una persona di rilievo, cosa che era veramente. Mia madre ogni tanto protesticchiava per il fatto che sul mio lettino ci fossero i topi al pomeriggio quando dormivo, ma non ricordo isterismi particolari. Si parlava dei topi che forse venivano dalle cantine, che forse bisognava chiudere i buchi, ma non era 'sta tragedia insomma.
Le serate erano metafisiche, questo lo coglievo.
Tra la casa della zia Giovanna e quella più in basso ad un piano si mettevano delle sedie sotto una lampadina. All'interno della casa sempre dietro una finestra aperta che però aveva una grata fitta stava una donna strana e misteriosa. Che parlava poco e che doveva avere dentro di sé una tristezza infinita. Aveva un marito bizzarro, il professore, e una vecchissima signora che viveva con loro, la zia Nina che secondo me doveva essere una sorella o cugina di mia nonna e una zia tanto di Giovanna che di mio padre.
Questo è quanto, questo il luogo del mio imprinting. Niente di eccezionale.
Eppure i tramonti tra i cipressi, la macchina di mio padre impantanata sul fiume e lui che abbracciava mia madre, l'ebbrezza dell'imparare a pedalare sulla stradina dritta, la mia fuga in bicicletta a Patti e soprattutto l'odore dei tamerici (o del ginepro o dell'erica erbora?) sulla spiaggia, rimangono impressionanti.




Wednesday, July 23, 2014

Esiti Laboratorio IV Prof. Antonino Saggio,2014



"Tevere Cavo e l'Ansa Olimpica" Laboratorio Urban Voids. Progettazione IV, Saggio, U. Sapienza, Roma 2014

I lavori del laboratorio si inseriscono nel progetto UrbanVoids™ e in particolare nel progetto che investe  il tema Tevere Cavo.
Il progetto Tevere Cavo intende mettere a sistema una serie di vuoti urbani e di aree sottoutilizzate a Roma. Si tratta in particolare della parte della città che segue l’andamento del Tevere dalla diga di Castel Giubileo alla porta di Piazza del Popolo e che è racchiuso dai grandi colli di Monte Mario ad Ovest e di Monte Antenne ad est. il progetto Tevere Cavo si ricollega idealmente e metodologicamente alla Urban Green Lines che legava con un anello ecologico i due grandi parchi archeologici tra l’Appia e la Casilina (cfr. n. 278 de “l’Arca”). Se in quel caso una nuova linea tranviaria assumeva il ruolo di catalizzatore di una serie di intenti e scopi, in questa parte di Roma non può essere che il Tevere l’elemento sistemico. Un Tevere su cui scorre la storia stessa della città e forse il suo futuro.

I progetti si basano su cinque caratteristiche chiave:
- la creazione di programmi d’uso innovativi basati sul concetto di “Mixité”
- la valorizzazione di ambiti abbandonati o sotto utilizzati della città
- lo studio di nuovi approcci dal punto di vista bioclimatico, energetico e ambientale
- l’utilizzazione di tecnologie informatiche nella diffusione e co-responsabilizzazione del progetto
- l’attivazione di rapporti concreti con possibili partner del progetto considerati come attori irrinunciabili nel contesto sociale della città.

La didattica si basa sulla valorizzazione della energie degli studenti attraverso un insegnamento direzionato nei contenuti, nelle tecniche e nell'aumento delle conoscenze specifiche al fare progettuale nei suoi aspetti contestuali, programmatici, ambientali, distributivi, spaziali, volumetrici ed espressivi, tutti temi oggetto di specifici cicli didattici e di lezioni accessibili  pubblicamente  in audio. Qui sotto una selezione di alcuni progetti. Dal nome dello studente si accede al Link con il lavoro completo e tutto il percorso di ricerca compiuto.
Programma didattico, pubblicazioni, lezioni (alcune con audio) e altro materiale sono disponibili a questo 
Link
Vedi un breve film con quasi tutti i lavorihttps://www.youtube.com/watch?v=VXy7IoW519g

Saturday, July 05, 2014

La collina della pace e l'amministrazione

Protesto! Tra mille e mille posti degradati in cui poter realizzare un murales a Roma, si va proprio a scegliere un'opera misuratissima di architettura e paesaggio, una opera in cui ogni scelta è calibrata per ottenere un fine. I nostri amministratori è come se avessero avuto l'idea di fare un murales  sul Padiglione tedesco alla Expo di Barcellona  del 1928 oppure sul frontone delle Fosse Ardeatine. Tanto pure quelli so muri!. Questa ignoranza per cosa è l'architettura neanche quando la si ha davanti (tra l'altro "la Collina della pace" è molto pubblicata anche all'estero) è una vergogna. Sono solidale con l'architetto Luigi Franciosini che dopo aver portato avanti strenuamente l'opera oggi se la trova tradita dalla amministrazione che l'ha promossa. Dettagli su "Repubblica" nazionale di oggi.

Wednesday, June 11, 2014

GIOCARE E’ SERIO. ANTONINO SAGGIO PER A-WAY



Leggi l'Intervento
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Monday, June 09, 2014

Architecture is a body. Against "Fundamentals". Rem Koohlaas Biennale 2014

Architecture is a body Against "Fundamentals" Koohlaas Biennale 2014


Italiano / English 

Koohlaas moves back our thinking to some kind of primitive fundamentalism. Years before Quantum theory, before Einstein, well before Newton and Leibniz, before Galileo and Copernicus. With Koohlaas here we are: back to Ptolemy! The earth is stationary and everything turns around it.

I visited the exhibition by Rem Koohlaas, without prejudice. I was in a good mood and happy to be in the bustling atmosphere of the opening of the Biennale. I came out from the exhibition even in an euphoric mood! I was excited, radiant. I had never seen a show that so clearly depicted the exact opposite of my thinking. I had a great energy, I wanted to say to whoever I met the reason I was so against and why.
What does Koohlaas? Well,  simply he states: "There are some fundamentals of architecture." Already this is very questionable to me, but Koohlaas is most certain of what these principles are: they are the "parts" of architecture. That is the roof, balcony, stairs, corridors! He therefore orders his exhibition exposing these parts, and organizes the catalog's structure by sampling examples from various repertoires and sources. Voilà.

It must be said that Rem K. is consistent. No trimming, no uncertainty, everything is consistent, up to the  icon chosen to represent his exhibition, the skeleton of reinforced concrete house that Le Corbusier had drawn in perspective in 1914 to address the first wartime destructions.

The operation of Koohlaas is simple. It takes the body of architecture and puts it on a table of vivisection. He Cuts it into pieces: legs, feet, arms, thighs, and presents them so: here they are on his table. But it is clear from these pieces together no architecture will ever be rebuilt back!



Rembrandt, The Anatomy Lesson of dr. Tulip 1632 V.

I think, instead, that architecture is a body and to understand this body the thing to do is exactly the opposite. We need to work on the fact that they are not the individual parts that need to be examine. Instead we have to concentrate on the magnetic forces -- on the fields that allow different parts to be together and to create a vortex that is called architecture. The architecture is  synergy by definition. 1 +1 is 3 in architecture. If you start from the ingredients you will never understand the magic of their plot. The ingredients "are never the result," right? Not even in the kitchen. The architecture, I am increasingly convinced, is the human effort to give meaning to space. Question perhaps, to ask yourself.

But this is not the time to go over to know what I think, the key is to understand the full spectrum of consequences of Koohlaas. What does it mean that 1. Fundamentals exist in architecture, 2. Fundamentals are the "parts" of the building and 3. To Spread a belief so simplified from such a high podium?
Excuse me, but what ever you want to call this position?. This is - tautologically - a fundamentalist position. We have a striking example: in the Rocky Mountains and the desert highlands between the Caspian Sea, Persian Gulf and Indian Ocean There is the epicenter. It is a position that uses exactly the same ingredients, the same words, the same basic grammar, the same absolute power, the same narrow-mindedness towards critical thinking, freedom of choice and individual behavior in the sexual sphere and other sperse of being. A few basic "rules" that block all critical thought, do not invite us to ask about anything, do not invite us to think about anything. In short, the exact opposite of what moves critical thinking and freedom.

François Rochem has  wrote harshly criticizing Fundamentals arguing that "creation is exactly at the opposite ... articulating production and critical meaning, associating emergencies and knowledge, Developing apparatuses, as Foucault said M, Which question the order of Discourses, meaning and authority". See 

I am against this show without ifs and buts. It is the opposite of everything I've always tried to do .. Developing apparatuses Which question the order of Discourses .. 



Fundamentals. 14 Mostra internazionale di Architettura. Biennale di Venezia sino al 23 Novembre

Wednesday, May 28, 2014

Si tratta dei vuoti urbani come grande spreco pubblico

Con una intervista di Annarita Carbone a Antonino Saggio, "Il tempo" 22 maggio 2014

Monday, May 12, 2014

Drillings into the Future. Six and 1/2 Design Operations of Peter Eisenman



Drillings into the Future. Six and 1/2 Design Operations of Peter Eisenman
Lecture at Polis University, Tirana 9 and 10 of May and Workshop "The Chess board of Peter Eisenman" May 11
First lecture Audio Section of Eight Total 
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Tuesday, April 29, 2014

Simposio su UNstudio al MAXXI B.A.S.E. di Roma


Abbiamo Il piacere di invitarvi al Simposio:
UN Works - Diagramma, Struttura, Modello, Pelle e Ibridazione nel lavoro di UN STUDIO
Domenica 4 maggio 2014 15,30-19,30 MAXXI B.A.S.E. Via Guido Reni, 4A ROMA

Con FILIPPO LODI Associato di Un Studio e gli autori ALESSANDRO D’ONOFRIO, ANTONELLO MAROTTA, ANDREA SOLLAZZO, gli architetti del dottorato di ricerca in Architettura - Teorie e progetto federica amore, rosetta angelini, saghi bolouhari, andrea corsi, enrica corvino, martina dedda, gaetano de francesco, nicola di biase, giada domenici, elnaz ghazi, cristina hurtado campana, armando iacovantuono, kavaja daniela, pasquale loiudice, leonardo loy, saverio massaro, elisa morselli, clemens nocker, valentina nunnari, isabella santarelli e pietro zampetti

affrontano il lavoro e le opere più significative dello studio in un simposio e conferenza pubblica al MAXXI di Roma. Il Simppsio ruota su cinque parole chiave Diagramma, Struttura, Modello, Pelle e Ibridazione che sono state individuate come rappresentative dell’opera di Un studio. Ciascuna parola chiave è indagata in maniera approfondita da un gruppo di architetti dottorandi attraverso l’esame di un’opera dello studio.
Le presentazioni dei dottorandi si intercaleranno con quelle dei relatori e ci sarà spazio i con chi vorrà essere presente con noi a questa giornata di studio di interloquire.

COORDINA prof. arch. ANTONINO SAGGIO
Saluti da Parte del Museo MAXXI
Margherita Guccione, direttore del MAXXI
Alessio Rosati, direttore MAXXI B.A.S.E:

Accesso al simposio gratuito entro il limite di disponibilità di 80 posti. Per i partecipanti al simposio ingresso al museo al prezzo ridotto di otto euro


Friday, February 28, 2014

Dai Mattoni all'Informazione

Se ve lo siete perso, crediamo sia abbastanza interessante Vai


Thursday, February 20, 2014

On/Off dedicato a Trash: Cash Verso l'Eco Shift

E' uscito il Nuovo ON/OFF la rivista del gruppo nITro dedicato al tema interessante TRASH CASH / verso l'Eco Shift

Da qui il mio articolo dedicato a questa problematica vista attraverso il ruolo economico dell'informazione ... attraverso il quale dei teloni di plastica riciclata generano un importante volume di affari. Molti altri articoli del gruppo nITro e di qualificati ospiti sono presenti nel numero. Una vera chicca per chi ha voglia di aggiornarsi.
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Wednesday, February 19, 2014

Sul degrado del territorio

E' Uscito "l'Architetto" di Febbraio scaricabile gratis su tablet, telefoni e computer. In questo numero un mio articolo "Tre chiavi per il Futuro". Ragiono su consumo di suolo, ruolo delle infrastrutture e aree abbandonate per individuare strade innovative per difendere e sviluppare il territorio.

http://www.larchitetto.it/magazine/febbraio-2014/gli-argomenti/attualita/tre-chiavi-per-il-futuro-.html


Saturday, February 01, 2014

Ascolta Saggio al MAXXI in occasione del ricordo di Sandro Anselmi ad un anno dalla scomparsa


Nella foto il direttore del MAXXI, architetto Margherita Guccione e Saggio. Foto per gentile concessione dell'architetto Paolo Grassi.


Ascolta Antonino Saggio (10Minuti)




Wednesday, January 29, 2014

Ascolta Saggio al Simposio sulle Aree Abbandonate organizzato in Campidoglio per il centenario dell'Accademia americana a Roma.

Antonino Saggio Ascolta 15 minuti
Vedi le immagini della presentazioni e segui i link
Programma della giornata
AAR Site



Sunday, January 19, 2014

Utrillo, Modigliani, Soutine e gli altri della collezione Netter a Roma


Collezione Netter a Roma. Di Utrillo sono presenti almeno due capolavori assoluti del suo periodo più sconvolgente, quello dei bianchi impastati. In uno, una visione di strada qualunque accoppia un rosso di terra pompeiana, un ceruleo ingrigito e un bianco incatramato.

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Friday, January 17, 2014

Le conseguenze dell'amore

Che cosa pensa l'amico di Titta sul pilone d'inverno? E Olivia quando guarirà? E la figlia che non risponde al telefono? Visto che almeno questo è certo: "Per avere una morte rocambolesca bisogna avere coraggio".


I  puristi cinefili dicono che "Le conseguenze dell'amore" è il capolavoro insuperato di Sorrentino, e storcono il naso per il quasi pacchiano "La grande bellezza". Non entro in merito, e manco m'importa. Mi importa che un giovane italiano che per età sarebbe un mio studente è in dirittura d'arrivo per un gran titolo. Un titolo che a questo paese pazzo darebbe un poco di simbolico ossigeno. O almeno a me. Direbbe che un giovane napoletano, orfano ai suoi 17 anni e certo non raccomandato ha compiuto un gran volo e soprattutto ci dice cose intense.
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Sunday, December 22, 2013

Ascolta La presentazione di "TreeIT" a Ronciglione

Ascolta 
la presentazione pubblica del progetto TreeIT con brevi interventi di tutti i partecipanti



Che cosa "è" La grande Bellezza. Ovvero il Motivo di Paolo.





Ho letto buona parte delle recensioni disponibili in rete e ho fatto sondaggi con i miei amici su fb a proposito de "La Grande Bellezza", un capolavoro poco compreso, secondo me, del regista napoletano Paolo Sorrentino. Questa la chiave (1) che vi offro.
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Thursday, December 19, 2013

Ascolta Un intervento sull'Eur e l'evoluzione storica della città

Al minuto 4.12 dopo il vicesindaco di Milano Antonino Saggio risponde alle domande della redazione di Radio 1 Rai "Baobab" nella trasmissione del 17 dicembre 2014. 

Ascolta, 8 minuti


Tuesday, December 10, 2013

TreeIT una installazione sistemica del gruppo nITro













Leggi un ottimo articolo sull'Installazione (Arcangelo Rociola, "Che futuro!")




Nella città di Ronciglione il 6, 7 e 8 Dicembre si è svolto il Cubo festival. Il centro antico della città sul lago di Vico ha visto installazioni, performance, eventi. In questa occasione il gruppo nITro è sceso letteralmente in piazza con un atto pubblico: quindi politico, quindi sociale. Ha esposto il lavoro dell’architetto Dario Pompei, redatto come Tesi di Laurea con il prof. Antonino Saggio a “Sapienza” e ha costruito attorno a questa presenza una azione che è stata spaziale, ambientale, tecnologica e appunto politica. Il progetto dimostra come si può affrontare la grave crisi dell'inquinamento da veleni che ha investito il lago di Vico. L'operazione è sistemica e prevede ad un tempo una riforestazione attiva, la decontaminazione e la bonifica e la creazione di percorsi pensili su passerelle in legno. Questi percorsi valorizzano questa zona delle pendici del lago creando delle micro architetture inserite nel contesto e consentono uno sviluppo compatibile con le vocazioni naturalistiche dell'area.


 L'installazione nel centro storico di Ronciglione costruisce al vero un pezzo dell'intero progetto con la realizzazione di una rampa passerella armoniosa e sfioccata in varie direzioni che dinamizza lo spazio e ne sottolinea le potenzialità. Lungo la rampa-passerella si realizzano più di cento alberi “sintetici”. Evocano l'operazione di progetto e allo stesso tempo rivelano che solo la presenza attiva della comunità può imporre una soluzione intelligente. Gli alberi infatti, attraverso l'attivazione di sensori di prossimità, si illuminano solo al passaggio delle persone (Movie) Sono muti, senza la volontà pubblica, ma si accendono quando questa volontà è presente.


Wednesday, December 04, 2013

Ben Van Berkel Al Maxxi di Roma



Come forse sapete il 5 dicembre si inaugura in preview l'importante installazione di UNStudio al MAXXI di Roma e il giorno seguente l'architetto Ben Van Berkel terrà sempre al MAXXI di Roma una lecture. Ne sono straordinariamente lieto perché Ben Van Berkel è il più rilevante architetto della generazione dei nati digitali, l'unico che ha fatto un capolavoro d'eccezione della architettura contemporanea.
Nell'occasione, vi allego il mio breve testo del catalogo della serie di Mostre "Nature" a cura di Pippo Ciorra, il cui numero 4 è dedicato a UNStudio e curato da Alessandro D'Onofrio. Il catalogo ha testi introduttivi dei curatori e dello stesso Van Berkel e una bella selezione di progetti recenti dello studio. Nell'occasione ecco alcuni link personali all'attività di Ben van Berkel e di UN Studio.

Il numero 8 "Il Progetto" che lo vede in copertina

Il volume di Antonello Marotta ne gli Architetti 

Il volume di Andrea Sollazzo ne La Rivoluzione Informatica Ita, Engl


Le pagine dedicate a UNStudio in "Architettura e modernità Dal Bauhaus alla rivoluzione Informatica"

Monday, December 02, 2013

Pubblicato Il Libro "Alessandro Anselmi Frammenti di Futuro"

Per celebrare l'inaugurazione della Mostra al MAXXI di Roma 
Alessandro Anselmi Figure e Frammenti
a cura di Valentino Anselmi e Valerio Palmieri


il libro 

Alessandro Anselmi Frammenti di Futuro


 è offerto via Lulu com per pochi giorni soltanto
In DownLoad GRATUITO nella versione Epub ! Link Gratis
e al 15% di sconto 
sia nella versione a colori euro 28,42 che nella versione in B/N 8.49 euro 




Il libro raccoglie testi e interventi preparati per la conferenza “Frammenti di Futuro” organizzata dal Dottorato di Ricerca in Architettura - Teorie e Progetto, coordinato dal Professor Antonino Saggio, in occasione del trigesimo della scomparsa di Alessandro Anselmi, avvenuta il 28 gennaio 2013.
Nella prima parte si ricorda Alessandro Anselmi, come architetto e come uomo, con le parole di prestigiosi colleghi ed amici che con lui hanno lavorato e condiviso difficoltà e speranze. Nella seconda parte sono proposti dodici frammenti redatti dai dottorandi che, attraverso la figura retorica della sineddoche, hanno reinterpretato alcuni aspetti dell'opera di Anselmi. Il volume riprende i quattro blocchi tematici con i quali è stata organizzata la giornata-incontro: “Disegno ed enigmi”, “Il vuoto”, “Visioni”, “Interruzioni”.
I dodici “frammenti” condividono la medesima struttura e sono stati resi pubblici già prima dell’incontro sul http://aboutalessandroanselmi.blogspot.it.
Contibuti di Franco Purini, Antonino Saggio, Lucio Altarelli, Maria Argenti, Valter Bordini, Francesco Cellini, Paolo Grassi, Francesco Montuori, Marcello Pazzaglini, Paolo Portoghesi, Pierluigi Serraino, Mario Spada, Valentino Anselmi, Valerio Palmieri e dei Dottorandi di ricerca in Architettura Teorie e Progetto Domenico Ferrara, Carla Molinari, Anna Riciputo, Eride Caramia, Gaetano De Francesco, Erika Maresca, Selena Anders, Rosetta Angelini, Leopoldo Russo Ceccotti, Stefano Bigiotti, Raphaela Papaléo Farias
a cura di Rosetta Angelini, Eride Caramia, Carla Molinari
Lulu.com

Wednesday, September 18, 2013

Settimana europea della mobilità sostenibile 14-22 settembre 2013

Anche la città di Roma, seguendo gli straordinari successi di città come Friburgo, Rotterdam e Lione ha lanciato la sua idea di mobilità sostenibile che sarà attuata nel prossimo biennio. Si tratta della Urban green line, una infrastruttura ecologica per Roma che crea un anello tranviario multifunzionale tra il parco di Centocelle e quello della Caffarella. L'infrastruttura è il volano per il recupero e la valorizzazione dei vuoti urbani abbandonati in questa parte di città. Ne daranno, ci si augura molto presto, l'annuncio ufficiale il presidente della Regione che già sponsorizzó il catalogo con la Provincia e il neo sindaco della città. Ingenti finanziamenti europei per la città sostenibile possono essere così attratti nella nostra Capitale grazie ad un progetto di ampio respiro: una infrastruttura ecologica tra passato e futuro.

Thursday, September 05, 2013

The Impact of IT Revolution in The Contemporary City" French, English, Italian


It has ben published in Francais, in English and in Italian my essay

"L’impact de la révolution informatique sur la ville contemporaine" in The international magazine "Le Carré bleu" n. 3 /2013, editor en chief Massimo Pica Ciamarra. From The link below is possibile to get all the issues of this prestigious magazine close to the cultural elaboration of Ciam and published since 1958. It is an invaulable support for Scholars and Students

http://www.lecarrebleu.eu/html_fra/00_annate/1958.htm

Monday, August 26, 2013

"La Stampa" lunedì 26 Agosto 2013

Quando la crisi è grande, la risposta espressiva deve essere adeguata. Leggete quindi , e complimenti al giornale per averla pubblicata.

Friday, August 16, 2013

Antico santuario